Ho fatto una cosa nuova, si chiama Guido

15 aprile 2014
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6 cose che puoi fare per migliorare il tuo sito senza spendere soldi

1. Puoi – o meglio devi – avere sempre le chiavi per accedere al CMS del tuo sito.

CMS significa Content Management System – cioè sistema di gestione dei contenuti – ed è quella cosa che sta a metà strada tra quello che vedono le persone quando navigano e il codice informatico con cui il sito è stato costruito. Per accedere al CMS di solito devi aprire il browser, andare su una pagina tipo nomesito.it/login e inserire in un form il tuo nome utente e la password – che hai avuto la premura di farti dare da chi ti ha fatto il sito.

Una volta dentro ti trovi davanti a un’interfaccia più o meno amichevole e intuitiva da usare, che ti consente di gestire, modificare e aggiornare i contenuti del sito senza dover infilare le mani sotto il cofano – cioè in mezzo al codice. Chi ti ha fatto il sito è tenuto a darti l’accesso al CMS: il sito è tuo, l’hai pagato tu, e ci sono molti modi per lasciarti la libertà di intervenire e gestire le tue cose in autonomia evitando che tu possa rompere tutto inavvertitamente.

Questo significa anche che devi assolutamente rifiutare qualsiasi proposta di lavoro che non comprenda la presenza di un CMS, o che la ometta. Capiamoci: essere all’oscuro di come funziona il tuo sito non significa «delegare ad altri cose di cui non ti vuoi occupare e che hai paura di non capire». Al contrario, questo di solito è un ottimo modo per spendere un sacco di soldi in contratti di assistenza annuale e quote da pagare ogni volta che si vogliono aggiornare i contenuti – che è una cosa che uno dovrebbe fare spesso, se ha un sito sano e attivo – continuando a non capire com’è fatto e come funziona uno strumento che sia tu che i tuoi clienti usate tutti i giorni.

Se non hai la più pallida idea di come si usa il CMS che hanno usato per farti il sito, spendi un po’ di soldi in qualche ora di formazione e fattelo spiegare: sono soldi ottimamente spesi, perché ti rendono più libero e più consapevole.

2. Puoi riscrivere i testi del tuo sito.

Internet è fatto soprattutto di parole, e il tuo sito pure. Usi le parole per scrivere i tuoi post, per descrivere i tuoi prodotti e per dire dove sei e quando sei aperto, o quali sono i tuoi servizi. Scrivere testi comprensibili è il modo migliore per far sì che chi visita il tuo sito non ti odi, e decida di prendere in considerazione l’idea di fare quello che gli stai chiedendo di fare. Per questo motivo è  molto importante che tutte le cose che scrivi siano scritte in modo chiaro e comprensibile per le persone a cui vuoi parlare e che le devono leggere.

Mentre riscrivi i testi non avere paura di usare un linguaggio piano e ordinario. La coerenza delle parole che usi e quanto le tue frasi sono comprensibili sono le cose più importanti. Del resto chi visita il tuo sito non è lì per valutare le tue doti di virtuoso della lingua ma per fare qualcosa: leggere i tuoi post, comprare i tuoi prodotti, trovare informazioni su di te, togliersi dei dubbi. Più gli renderai la vita facile, più è probabile che chi usa il tuo sito conservi una buona impressione di te, e decida di tornare a trovarti. Ultima cosa: quando scrivi prova a non essere troppo rigido e troppo formale, per quanto possibile e appropriato. Anche se parli a nome di un’azienda sei comunque una persona, quindi comportati come tale.

3. Puoi dare una struttura alle cose che scrivi.

A nessuno piace far fatica quando usa un sito, specialmente se gli stai chiedendo di leggere qualcosa di particolarmente lungo. Per questo motivo la cosa migliore da fare è accompagnarlo, dando una struttura alle cose che scrivi: spezza il testo in sezioni e dai a ognuna un titolo, dividi le sezioni in paragrafi brevi, usa elenchi puntati e numerati, usa qualche grassetto – ma non troppi – per evidenziare le parole o le frasi chiave e guidare la lettura, usa delle belle immagini – vedi sotto – tra un paragrafo e l’altro. Vedrai, funziona.

4. Puoi usare delle belle immagini.

Anche se per il mio sito ho deciso di non usarle, non fraintendermi: ci sono casi – e non sono pochi – in cui le immagini in un sito servono eccome: ma servono solo se sono fighe, cioè belle da vedere e che ti fanno venire voglia di guardarle, e aggiungono valore e significato al tuo sito, invece di toglierlo e limitarsi a occupare spazio. Quindi se sul tuo sito usi delle immagini, e pensi che non siano fighe abbastanza puoi pensare di cambiarle e usarne di migliori. Anche se non ti puoi permettere di pagare un fotografo professionista, hai comunque delle alternative.

La prima cosa da fare è stare alla larga dalle foto di stock, che sono quelle foto tutte uguali con dentro persone che non sei tu, in posti che non sono i tuoi, fotografate mentre fingono di fare cose come sorridere o rispondere al telefono. Non solo spesso sono foto brutte e a pagamento, ma sono l’equivalente visivo di una bugia: perché dovresti ingannare chi visita il tuo sito mostrandogli dei figuranti invece della tua vera faccia? La seconda cosa da fare è smetterla di usare immagini prese «da Google», cioè da qualcuno che magari non vuole che le usi gratis, oppure sì ma solo a certe condizioni. Le immagini non si rubano, per cui se vuoi prendere immagini da usare gratis puoi usare la ricerca di Creative Commons o usare questa lista di risorse gratuite.

5. Puoi tenere conto del pattern a F, o F-Shaped Pattern.

Come si suol dire, studi scientifici hanno provato che le persone leggono i siti seguendo una F immaginaria: per cui tutta la larghezza per le prime righe, poi circa la metà per un altro po’ di righe, poi quasi niente fino in fondo. Arrivate al fondo, a volte le persone cercano un pulsante per fare qualcosa in basso a destra, e a volte invece no.

Ora, per tenere davvero conto del pattern a F hai bisogno di un web designer, e verosimilmente di mettere mano al sito. Ma c’è un punto dove di solito – se ti hanno costruito il sito su un CMS decente – puoi intervenire tu: il menu di navigazione. La cosa migliore da fare, quando si mette mano al menu di navigazione, è individuare i due elementi più importanti e metterli in prima e ultima posizione. In questo modo, come dice il pattern a F, le persone li vedranno (quasi) di sicuro entrambi.

6. Puoi togliere delle cose.

Non vale sempre, e non sempre è davvero una cosa che puoi fare da te, ma abbastanza spesso sì – e se stai usando WordPress come CMS quasi di sicuro sì – e serve un sacco. La regola da seguire è che a una pagina equivale una sola funzione e una sola azione richiesta – compra / leggi / iscriviti / eccetera. Dunque, per quanto ti possa sembrare strano, se puoi disattiva tutti quei plugin e elimina il widget di Twitter e di Facebook e la tagcloud – la tagcloud! – e l’elenco dei post più commentati, e tutto quello che non è davvero utile e lascia respirare le tue pagine.

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